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Adesso che abbiamo attraversato tutte le porte
giunti alla casa degli immortali
il cielo diventa tutt'uno con le nuvole
e ciascuna delle nostre visioni è apparsa
Il sole e la luna sono i nostri testimoni
l'amore da solo la prova del nostro benessere


Il mio nudo desiderio di te
è nato prima che il mondo nascesse
Adesso e allora io ti ho desiderato ancora ed ancora
sei una miniera di zaffiri, un cuore di rubini
Il mio nudo desiderio di te
è nato prima che il mondo nascesse

I tuoi occhi dai luminosi raggi
io ti amavo davvero
prima che il mondo nascesse
il mio corpo e la mia anima divennero il tuo specchio
ogni poro del mio corpo era intriso di benedizione
e tu diventavi pari al più prezioso dei tesori
Ogni poro del mio corpo era intriso di benedizione
ricordando la fiamma ocra del tuo bacio di luce

Dentro i nostri corpi fragranti giardini
dove l'amore nascosto nutre facili frutti
Le nostre anime si abbracciano in una certezza estatica
e tutto ciò che noi siamo è il respiro di un tempo eterno
Io sono la luna
e tu le sue fasi
Soltanto l'eco rimane
delle nostre tracce

Bvirtual / mercoledì, 09 gennaio 2008 / 21:17 / Permalink
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---> poesia

C'era una volta in una terra lontana, nel paese di Serendip, attuale Sri Lanka, Giaffer, un grande e potente re,  il quale ritrovandosi tre figliuoli maschi, coltissimi perché  educati dai più grandi saggi del tempo,  ma privi però di un'esperienza altrettanto importante di vita vissuta, decise, per provare, oltre alla loro saggezza, anche le loro attitudini pratiche,  di cacciarli via dal regno.

arabiDeliberò, quindi, per farli compiutamente perfetti, che andassero a vedere del mondo, per imparare dai diversi costumi e maniere di
molte nazioni portandosi dietro soltanto l'esperienza della lettura dei loro libri, e la disciplina di cui i loro precettori li avevano di già fatti
padroni". Durante il loro viaggio i tre fanno diverse scoperte, grazie al caso e alla loro sagacia, di cose che non stavano cercando.

Quando giunsero però nel Paese di Bahram, i principi si imbatterono in un cammelliere, disperato perché aveva perso il proprio animale. I tre non pur non avendolo visto, dicono al poveretto di averlo incontrato "nel cammino, buon pezzo a dietro". Per rassicurare il cammelliere gli forniscono tre elementi:- il cammello perduto è cieco da un occhio- gli manca un dente in bocca- ed è zoppo.

Il buon uomo,  ripercorre a ritroso la strada ma  non riesce a ritrovare l'animale. Il giorno seguente, ritornato sui suoi passi,
incontra di nuovo i tre giovani e li accusa  di averlo ingannato. Per dimostrare di non aver mentito  i tre principi aggiungono altri tre elementi. Dicono:-il cammello aveva una soma, carica da un lato di miele e dall'altro di burro, portava una donna, e questa era incinta.
Di fronte a questi particolari, il cammelliere dà per certo che i tre abbiano incontrato il suo animale  ma, vista la ricerca infruttuosa, li accusa di avergli  rubato il cammello.

I nobili singalesi vengono così imprigionati nelle segrete dell'imperatore Bahram, inchiodati dalle apparenze, e sono condannati a morte perché ladri. Fortunatamente un altro cammelliere, trovato il
cammello e avendolo riconosciuto, lo riconduce al legittimo proprietario. Dimostrata in tal modo la propria innocenza, i tre vengono liberati ma a questo punto l'imperatore pretende una adeguata spiegazione di  come abbiano fatto a descrivere  l'animale, senza averlo mai visto!  I tre rivelano che ciascun particolare del cammello è stato immaginato.
Questo grazie alla capacità di osservazione e alla sagacia.

-Che fosse cieco da un occhio era dimostrato dal fatto che, pur essendo l'erba migliore da un lato della strada, era stata brucata quella del lato opposto, quello che poteva essere visto dall’unico occhio buono dell’animale. -Che fosse privo di un dente lo dimostrava l'erba mal tagliata che si poteva osservare lungo la via. -Che fosse zoppo, poi, lo svelavano senza ombra di dubbio le impronte lasciate dall'animale sulla sabbia. - Sulla spiegazione del carico i tre dissero di aver dedotto che  il cammello portasse da un lato miele e dall'altro burro perché lungo la strada da una parte si accalcavano le formiche (amanti del grasso) e dall'altro le mosche (amanti del miele); -aveva sul dorso una donna perché in una sosta il passeggero si era fermato ai lati della strada a urinare, e questa urina era stata odorata da uno dei principi per curiosità,  venendo egli "assalito da una concupiscenza carnale" che può venire solo da urine di donna, aveva dedotto che il passeggero
doveva essere di sesso femminile.
-Infine la donna doveva essere gravida, perché poco innanzi alle orme dei piedi c'erano quelle delle mani, usate dalla donna per rialzarsi a fatica visto "il carico del corpo".

Le spiegazioni dei tre principi stupiscono i presenti e specie  Bahram, che decide di fare dei tre dei tre giovani sconosciuti, che mantengono segreta la propria vera identità, i propri consiglieri. Nel centinaio di pagine della novella, i tre principi in incognito offrono così i loro servigi all'imperatore, salvandogli anche la vita e applicando in ogni occasione il metodo dell'abduzione per
risolvere situazioni intricate o addirittura prevedere cosa accadrà nel futuro.
 

Il termine Serendipity fu coniato da Horace Walpole nel 1754 sulla base  appunto di questa leggenda intitolata " I Tre Principi del Serendip".

Alterne le vicende di questo termine, che rimasto per quasi un secolo inutilizzato, approda negli anni  '30, ad una fortuna di nicchia prima nel mondo scientifico grazie a un  professore di fisiologia della Harvard Medical School, con il significato  di  "scoperta avvenuta per caso" cioè il piacere di una scoperta non cercata e inaspettata.
In pochi anni diventa un concetto affascinante con significati che suggeriscono serenità, leggerezza, eleganza, sempre legati ad un effetto di piacevole scoperta.  

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Serendipity è, filosoficamente, lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra. Ma il termine non indica solo fortuna, le scoperte  nascono sì dal caso, ma
anche dall'osservazione e dalla sagacia.
Esiste una  felice casualità; il dono di  trovare cose "belle e buone" anche senza averle mai cercate e la capacità  di trasformare in "belle e buone" le cose che non lo sono, facendo in modo che le cose vadano a  posto, insegnando ad amare e ad accettare la vita.
Walpole era rimasto profondamente colpito da come i protagonisti del racconto riuscissero, con la loro sagacia, a fare scoperte interessanti,  ma anche da come la fortuna, alla fine,  li aiutasse sempre.  La favola infatti per quell'epoca appariva  incredibilmente affascinante , innovativa proprio per  la sua concezione della fortuna e della saggezza . Se precedentemente non c’era azione dell’uomo che non dipendesse dalla volontà di Dio, compresi i sentimenti umani  frutto di una ispirazione divina.  Alla fine del Medio Evo  l’uomo rientra in parte in possesso della sua vita.
Nel Decameron di Giovanni Boccaccio l’ingegno dell’uomo  aiuta l’uomo e la fortuna, come si sa, aiuta le menti allenate questo è già l’abbozzo della  serendipity,  la giusta mistura di ingegno e fortuna ma manca ancora qualcosa.Mancava  l’osservazione, quella del saggio che capisce solo guardando e riflettendo, usando la abduzione. I tre principi infatti usavano l’osservazione,
la sagacia, l’abduzione per conoscere e capire verità agli occhi di altri completamente occulte e ciò li faceva pendere  verso un destino di perdizione sventato poi, all’ultimo momento, dall’intervento di una provvidenza certamente ben lontana da quella cristiana, diremmo una fortuna speciale esistente solo per  le menti preparate.

Lo “stile della ragione”  è sufficiente per affrontare le vicende della vita, anche nei guai più intricati, la logica e l’abduzione possono portare al raggiungimento di  qualunque obiettivo.
L’osservazione è fondamentale perché spesso, a causa di preconcetti o per la fretta e la distrazione, capita di non vedere in nessun modo ciò che è evidente agli occhi del saggio. In molti casi, particolari del tutto insignificanti sono la chiave di volta  per risolvere un grande problema.

I tre principi protagonisti del Pellegrinaggio sono l’emblema di questo nuovo tipo di eroe che non solo si è affrancato  da un Dio responsabile di ogni evento  e sentimento della vita dell’uomo ma che, in più rispetto all’eroe che poteva contare solo sul suo  ingegno,  sa servirsi dell’abduzione, della capacità di vedere ciò che agli altri è nascosto.
I casi di serendipity anche nella scienza, la branca fondamentale del livello di conoscenza dell' uomo, sono innumerevoli. Per citarne il più famoso parliamo di Isaac Newton;
la leggenda narra che se in un caldo pomeriggio del 1665 non avesse deciso, contro le sue abitudini, di bere il tè in giardino, probabilmente non avrebbe mai formulato la legge di gravità. Vide una mela che cadeva da un albero, non era la prima volta, ma quella mela in quel preciso istante gli fece scattare il così detto “clic” di una intuizione sepolta da anni di studi, ricerche e analisi.

Se il terreno non è sufficientemente preparato, il seme  non germoglia. 

Anche Sigmund Freud riconosce l'intuizione e il caso nella sua profonda  analisi della psiche dell'uomo. Infatti nella prefazione alla terza  edizione inglese de "L'interpretazione dei sogni"
scrive: " Intuizioni come queste  capitano, se capitano, una volta sola nella vita". 

Vi auguro quindi un anno pieno di occasioni per crescere..... VISTE, percepite, create ed organizzate dalla luce di una vostra crescente saggezza.

Tutto muore meno la capacità di far crescere la profondità del nostro pensiero e della nostra consapevolezza. Vi auguro un 2008 lucente come lo specchio di una stella

Bvirtual / sabato, 29 dicembre 2007 / 22:16 / Permalink
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---> fiabe, natale

I miei Auguri per tutti voi

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Bvirtual / mercoledì, 26 dicembre 2007 / 21:27 / Permalink
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---> natale

  •    He laughs in every glad heart’s beating,
  •    He links with firmer love the true.
  •   O glad as bells his name repeating 
  •   May old King Christmas come to you.

 

 
 
 
- Dicembre: è il dodicesimo mese dell'anno; con esso si compie il ciclo del tempo.
 
- Il Dodici è un numero importante: dodici sono i segni zodiacali, i discepoli di Cristo, i mesi dell'anno, i cavalieri della tavola rotonda.
 
- La Stella che simbolicamente ritroviamo in cima all'albero di Natale, guidò i Re Magi fino a Betlemme, affinché potessero portare i loro doni al Bambino Gesù.
Questa stella è stata interpretata in vari modi, come una cometa del cielo, con le sue cinque punte, che corrisponde al Pentagramma, simbolo che rappresenta l'essere umano realizzato, in cui è nata e regna la coscienza spirituale. E' un simbolo grafico per rappresentare la scintilla divina, il Sé spirituale.
 
- L'intelletto, cioè Giuseppe, anziché essere geloso e ripudiare Maria, come farebbe un uomo rozzo che grida: "Il figlio che hai messo al mondo non è mio, vattene!...", deve inchinarsi e dire: "E' Dio che ha sfiorato il cuore e l'anima di Maria. Io non potevo farlo".
L'intelletto non deve dunque ribellarsi e adirarsi, ma comprendere correttamente dicendo: "Qui vi è qualcosa che mi supera", e proteggere Maria. Ripudiare Maria sarebbe come ripudiare la metà del suo essere e diventare come coloro che, puramente intellettuali e razionalisti, hanno eliminato tutto il lato affettivo, ricettivo, tutte le qualità come la dolcezza, l'umiltà e la bontà.
 
- Quando Maria e Giuseppe cercarono rifugio nella locanda, comoda e calda, non vi era posto per loro.
Ma ecco una stalla. Quella stalla, con la mangiatoia, è un simbolo; è il simbolo della povertà, delle difficoltà delle condizioni esteriori.
In quella stalla non vi erano né pastori, né greggi, ma soltanto un bue e un asinello.
Perché? Da secoli si ripete questa storia senza capirla, perché il simbolismo universale è andato perso per l'umanità.
- La stalla rappresenta il corpo fisico.
- E il bue? Sapete che anticamente il bue, il toro, è sempre stato considerato come il principio generativo. In Egitto, ad esempio, il bue Apis era il simbolo della fertilità e della fecondità. Il bue è sotto l'influsso di Venere e rappresenta la forza sessuale.
- L'asino, invece, è sotto l'influsso di Saturno e rappresenta la personalità, vale a dire la natura inferiore dell'uomo, quella che chiamiamo il vecchio Adamo, testardo, ostinato, ma buon servitore. Infatti quei due animali erano là per servire Gesù. Ma servirlo come?
Quando l'uomo, comincia a compiere su di sé, un lavoro, per la sua evoluzione, entra in conflitto con la sua personalità e con la sua sensualità. L'Iniziato è appunto colui, che è riuscito a dominare queste due energie ed a metterle al suo servizio.
Egli non le reprime. Infatti, non è stato detto che quei due animali siano stati cacciati o soppressi; erano là, presenti, ma che cosa facevano?
Soffiando sul Bambino Gesù, lo scaldavano con il loro fiato.
Quindi, quando l'Iniziato è riuscito a trasformare in lui l'asino ed il bue e a metterli al suo servizio, essi riscaldano e alimentano lo Spirito del Cristo con il loro soffio vitale.
Queste energie non sono più presenti per tormentarlo e per farlo soffrire, ma diventano energie vivificanti.
 
- Il profondo significato dell’albero di Natale.
L'albero che usiamo per Natale, non è un comune albero di foresta che perde le foglie, è un albero che rimane verde tutto l’anno, non perde le foglie durante l’inverno come fanno gli altri. Simbolizza la Vita eterna, che il Cristianesimo vissuto, porta nell’anima di un individuo. -
- Il Sempreverde è infatti, il simbolo della vita che non si esaurisce mai.
-L'albero di Natale rappresenta noi stessi, sia come individui sia come collettività. Quando viviamo in noi i principi spirituali rappresentati dal Natale, diventiamo alberi di vita e la nostra luce, illuminerà coloro che ci circondano.
-Le luci e le decorazioni che appendiamo all'albero dovrebbero essere i pensieri luminosi che si irradiano da noi stessi.
Infatti, ogni volta che formuliamo un pensiero buono ed amorevole, da noi esce una luce, che aiuta a trasformare questo mondo di sofferenza e dolore.
Cosa ricaveremo dai simboli natalizi se non diventano parte integrante della nostra vita? Se non tentiamo i viverli rimarranno vuoti e senza sostanza.
-
I Re Magi.
Il nome magi deriva da maga che significa dono; colui che partecipa del maga, acquisisce un potere magico ed una conoscenza fuori del comune. Lo stato di maga veniva inteso come un livello di coscienza superiore, in cui diventava possibile contattare gli esseri superiori che presiedono il fuoco, l'acqua, la terra, la vita animale, minerale e vegetale.
 
I Magi erano dei profondi conoscitori dell'astrologia e dell'astronomia di origine caldea. Conoscevano la scienza dell'interpretazione dei sogni ed erano in grado di entrare in sintonia con le vibrazioni dell'universo, cogliendo così i segreti celati della natura.
 
 
IL SIGNIFICATO ALCHEMICO DEI RE MAGI E DEI LORO DONI.
La storia dei tre Re Magi (o Maghi) è completamente esoterica, essi rappresentano le tre forze che animano ogni persona: pensiero, emozioni, volontà., e così anche i doni che ciascuno di essi ha deposto davanti al bambino Gesù, vanno considerati con altri significati di quelli normalmente accettati.
 
-  " L’oro " è un simbolo alchemico antichissimo, che rappresenta l'unione tra i due principi spirituali e generativi del maschile e del femminile. Fiale d’oro (si trovano in erboristerie, farmacie e supermercati con settori specializzati), unite a creme o lozioni, possono essere un toccasana per rigenerare mente e corpo.Quando sentiamo parlare degli alchimisti che cercavano di cambiare i metalli vili in oro dobbiamo sempre ricordare che si tratta di un modo allegorico per indicare come essi, intendessero purificare il corpo fisico, raffinarlo ed estrarne l'essenza spirituale.
Perciò l’oro, il primo dono fatto a Gesù, corrisponde al proprio spirito, consacrato al Suo servizio.
 
- La " mirra ", nell'antichità, era considerata un vero e proprio farmaco, utile sia per la salute sia per la bellezza, grazie al suo elevato potere di conservare l'equilibrio interno di organi e tessuti. Essa simboleggia l’anima, ovvero ciò che l'uomo "estrae" dalle sue esperienze, giorno dopo giorno. Donando la mirra si dona simbolicamente la propria anima purificata dai desideri e dalle passioni. Quando nell’uomo non vi sono più desideri egoistici né passioni, l’anima "profuma", infatti, come un'essenza aromatica. È cosa nota che vi sono stati dei Santi, che emanavano un aroma, appunto chiamato "profumo di castità".
 
- Il terzo dono fu l'incenso, una sostanza fisica di carattere leggerissimo. Spesso, nei servizi religiosi in cui viene usato, le Entità Angeliche presenti, se ne servono per crearsi un leggero abito con cui intervenire meglio nella cerimonia, è associato al fuoco solare; per questo il suo aroma è sempre stato utilizzato per onorare la divinità e stimolare le facoltà psichiche superiori, creando un ponte tra mente corpo e spirito. Possiamo "accendere" il nostro sole interno, con un bastoncino d'incenso, oppure aggiungendo otto gocce d’olio essenziale d'incenso nell'acqua del bagno.
 
 
- L'oro significava che Gesù era re: il colore giallo è il colore della saggezza, il cui splendore brilla sopra il capo degli Iniziati come una corona di luce.
 
- Incenso significava che era un sacerdote: l'incenso rappresenta il campo religioso, ma anche del cuore e dell'amore.
 
- La mirra è il simbolo dell'immortalità: ci si serviva della mirra per imbalsamare i corpi e per preservarli dalla decomposizione.
 
I Re Magi offrirono a Gesù lo spirito, l’anima ed il corpo, consacrandoli al servizio dell'umanità. Chi offre questi doni ai suoi simili, in spirito di amore disinteressato, segue pertanto le orme del Cristo.
 
 
 
Tratto da :
Il Natale ed i suoi simboli: una lettura spirituale
Bvirtual / martedì, 25 dicembre 2007 / 10:01 / Permalink
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---> simboli, natale, festa, esoteric

Copertina del libro "Il clochard" di Nicola AmatoSecondo l'articolo 270 del Codice penale francese, "i vagabondi, coloro che non hanno un domicilio, né mezzi di sussistenza e non esercitano un mestiere", sono dei clochard, deboli, ovvero coloro che, secondo l'etimologia, camminano "à cloche-pied".

Ma se vi capita, avvicinatevi pure, parlate loro, offriteli supporto, soprattutto morale, e date loro tanto calore umano: ne hanno davvero bisogno.                                                                                       

Vi accorgerete di quali e quanti valori profondi siano imprigionati all'interno di quei corpi malridotti.        Sarà un'esperienza che sicuramente vi arricchirà spiritualmente e vi farà apprezzare maggiormente le piccolezze della vita quotidiana, di cui abbiamo perso il senso perché le riteniamo scontate e ovvie.

 

 Un libro di Nicola Amato, scrittore, giornalista freelance, tecnologo della comunicazione audiovisiva e multimediale

Questo libro vuole essere un'occasione per evidenziare un dramma sociale rappresentato dal mondo dei diseredati, disadattati ed emarginati da una società sempre più insensibile.
 

 

Bvirtual / domenica, 09 dicembre 2007 / 17:17 / Permalink
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---> libri, blog

Chi dice che l'età sia fattore dominante nelle personalità?
Non io.

Ne sono l'estrema dimostrazione. In fondo sono Peter Pan travestita da ragazzo, spesso e volentieri, o la sorellina maggiore o minore di mio figlio, o fra tacchi e reggiseno a balconcino l'incarnazione del mio privato eterno femminino, gioiosissima e positiva.

Niente di maturo. Alcunchè di finito.
E' per questo che le mie amicizie non hanno età definibile.

Parlo con 25enni e sono già donne finite, fatte, vissute, furbissime.

A volte anche ti capita di affrontare una conversazione con una ragazza ( incidentalmente trentenne ma un fisico da adolescente, una bambina ) e ti si apre un mondo di maturità, di profondità ,di completa e perfetta simmetria e complicità femminile.

V. ( bella iniziale eh? ) sta per sposarsi. Lui è più piccolo, lei, lo ho già detto porta con sè un mondo di profonda e riflessiva compiuta consapevolezza.
E', in una parola, splendida.
vera
Qualche anno fa per gioco, finsi di essere lei in una chat.
Dall'altro lato c'era una specie di principe azzurro. Mai visto un uomo più affascinante.
io ero Cyrano, e, ovviamente, funzionai ottimamente. La parola è il mio ferro del mestiere.
Si conobbero.
Ebbero tre mesi di incantesimo totale.
Hai presente quel cuore che batte soltanto quando senti la persona del cuore? Chamade, tuffi vertiginosi? Vertigo? quella.
Letteralmente, poi, lui le spezzò il cuore. Tradimenti, disinteresse.
V. che è fortissima, ricacciò indietro le lacrime, si staccò, ricominciò da capo. Il che è difficilissimo, dopo che hai conosciuto un sentimento così forte.

Son passati due anni e quei due non si sono mai distaccati. Sono passati diverse storie da una parte e dall'altra: lei ha conosciuto l'uomo che sarà suo marito, ma in tutto questo tempo si sono sempre sentiti, sono sempre stati in contatto, amici, complici.

Adesso lei decide di compiere il grande passo del matrimonio
Ed è adesso che lui, dopo due anni, va a trovarla d'improvviso, con la proposta di ritornare insieme..
Lei resta tramortita.

-Le chiedo: - cosa hai provato?
-Le chiedo: - ma lui rimane sempre il tuo immaginario erotico?

E lei, con la sua profondità e luce interiore:

- sì, rivederlo mi stordisce, ripensare a quello che facevamo insieme a come stavamo bene insieme mi immancolinisce, quello che lui mi faceva provare e quello che io gli facevo provare non è consueto, è il trovare la perfetta parte mancante di te stessa. Diventavo eros allo stato puro.
- Ma poi, gli ho chiesto : tu, Max, in fondo cosa sai di me? cosa vuoi dividere con me? che cosa hai capito di me, di chi io sono, di quali sono i miei gusti, che cosa desidero?
Ed è lì che lui si perde, Grazia.
E' lì che non mi potrà mai dare nulla a parte quella vertigine lussuriosa e tenera che non è tutto nella vita.
Ho chiamato il mio ragazzo, e gli ho chiesto: amore tu cosa sai di me?
tu cosa conosci dei miei gusti, quali sono i miei difetti, le mie possibilità?

- e..... lui non smetteva più di parlare di me, di tutto ciò che ha capito di me, studiandomi , dedicandosi a me, instancabile, senza mai soffocarmi.
- Gliel'ho raccontato Grazia, gliel'ho detto e l'ho trovato tranquillo, sicuro di me.

- Grazia dimmi tu, se non è amore questo che cos'è?

e io lo chiedo a voi: qual è l'amore che volete e desiderate?

Bvirtual / lunedì, 26 novembre 2007 / 18:42 / Permalink
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---> diario di bordo, femminile

Il trasporto amoroso visto da un uomo.

 

( voi donne credete che vi ascolti, vero? )
( che sia avviluppato dai vostri articolati ragionamenti o
gaiezze, vero? )
e invece lui, rinchiuso in una impermeabile meditazione,
( dove voi donne non entrerete MAI ) vi sta già lasciando,
abbandonando, sminuendo.
Ecco uno spaccato del pensiero maschile, mentre voi lo
baciate o gli dite " ti amo".

 

Amata  Solitudine

A quel tempo tu stavi, sicura di te, della tua logica,
guidando e parlando ininterrottamente.....
ed io, che già non ti ascoltavo più, (come ipnotizzato),
seguivo gli occhi che seguivano i colori,
i raggi elettrici della città.

Chissà cos'è quel moto che ci unisce e ci divide,
e quel parlare inutilmente delle nostre incomprensioni,
di certi passeggeri malumori.
Amata solitudine,
isola benedetta.

A quel tempo di te, amavo il tuo pensiero logico
e quella linea perfetta del baciare,
la simmetria delle tue carezze;
vivificato dal chiarore vibrante di sapore:
scintilla di una mente universale.

Ero in te come un argomento del tuo amore sillogistico,
conclusione di un ragionamento.
Ma mi piaceva essere così,
avviluppato dai tuoi sensi artificiali.
Ora sono come fluttuante....

Amata solitudine,
isola benedetta.

Così é finita, mi stacco da te, da solo continuo il viaggio.
Rivedo daccapo il cielo colorato di sole, di nuovo vivo.

The light comes over the night
I open my eyes without you

Bvirtual / venerdì, 09 novembre 2007 / 08:44 / Permalink
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---> canzoni, battiato, femminile, maschile

sung by Velvet

Bvirtual / venerdì, 02 novembre 2007 / 08:46 / Permalink
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---> canzoni, cantare, in-canto

                             
 Video By  Andrea Vanacore Vanhacker

Music: Kosobo

BardoState  


Video & Testo       

 Andrea Vanacore Vanhacker


Voce recitante:       

Velvet

 

 


 

Bvirtual / giovedì, 11 ottobre 2007 / 09:25 / Permalink
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---> video, velvet-rose, vanhacker, recitativo, bardo state



 

   
             
    
     
 

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Velvet,Virtual,Velvi,Velvet Rose Ho un amore peculiare per le V. E'una lettera assolutamente spirituale e ricettiva. Il mio nome proprio, invece, un vero dono.

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